Basta!

A Dignano abbiamo urgentemente bisogno di un'amministrazione cittadina trasparente ed efficiente, a misura d'uomo!

Sono queste idee che hanno avvicinato Edi Pastrovicchio e una massa critica di persone di età, profilo e storie di vita diverse, provenienti da iniziative civiche, attivisti, entusiasti, volontari e simpatizzanti.

Tutte persone diverse ma unite nell'ambizione di cambiare in meglio, insieme per capire come creare nel Dignanese un ambiente di vita più sano, come farlo diventare luogo con uno standard di vita è migliore, in cui le opportunità sono uguali per tutti i suoi abitanti.

È una forza compatta dalla quale nasce un gruppo di persone che sarà il portavoce dei cittadini durante il prossimo mandato, una lista di 13 candidati indipendenti che con i cambiamenti possono garantire progresso.

Il momento è adesso!

Edi Pastrovicchio (1979.), Dignano, ingegnere agronomo

„Per la prima volta in 20 anni ho sentito un'esplosione di energia positiva sprigionata da persone di diversa età, desiderose di cambiare le cose. È stata questa la spinta che mi ha fatto candidare a sindaco, per creare assieme una città migliore, a misura d'uomo, una città di opportunità per ognuno. Sono pronto a prendere in mano il timone, a facilitare ai giovani la vita e il lavoro nel loro luogo natio e ai nostri anziani una vita dignitosa. È partito l'ultimo treno dei cambiamenti, non voglio che domani i miei figli mi dicano: „C'eravate, potevate farlo, perché non l'avete fatto?“

Negli anni della mia crescita mio padre lavorava all'estero per poter garantire a mia sorella e a me una giovinezza spensierata, e un'istruzione. Anche oggi sono molti quelli che si vedono costretti a lasciare Dignano, Peroi, Gallesano e gli altri nostri abitati. È difficile crescere in tali circostanze e non accetto che a causa delle occasioni che l'amministrazione cittadina si è lasciata sfuggire, debbano crescere così anche i nostri figli e i nostri nipoti e nemmeno che debbano partire per necessità, per guadagnarsi da vivere.

Siamo cresciuti assieme nelle vie di Dignano e non sapevamo chi fosse italiano, croato, bosniaco o rom: capivamo di parlare lingue diverse e imparavamo parole nuove per poterci capire. Pertanto, come possiamo accettare oggi una comunità divisa? Tutti noi, indifferentemente da chi e di dove siamo, abbiamo desideri ed esigenze simili, tutti affrontiamo gli stessi problemi. E nel Dignanese ce ne sono molti, ma tutti risolvibili solo col dialogo, analizzandoli tutti assieme e individuando la soluzione, cosa questa che l'attuale governo non ha saputo fare. L'amministrazione cittadina dev'essere trasparente, sensibile ai bisogni di bambini e giovani, della popolazione attiva e dei pensionati. Fino a che l'amministrazione cittadina non diventa partner della cittadinanza e dei soggetti economici, non ci sarà progresso per la comunità.

Sono le persone che contano! A Dignano si conoscono tutti, tutti sanno chi fa cosa. Sanno che come agronomo mi sono impegnato a mantenere nell'agricoltura il meglio della produzione

tradizionale e di introdurre le ultime tecnologie, nozioni e trend contemporanei. E che ho sempre posto l'accento sull'istruzione dei nostri agricoltori, perché ogni loro successo è anche un mio successo personale.

Dignano è sulla mappa mondiale dell’olivicoltura, ma dobbiamo anche essere consapevoli che si sta facendo poco sistematicamente per il suo futuro. Non si sfruttano i fondi, non ci sono ricerca né strategie. L'olivicoltura ora è al culmine, ma senza investimenti nel futuro anche per questo fiorente settore arriveranno lo stallo, il ristagno, com'è avvenuto con tutto il resto.

Non deve succedere che la nostra gente, i contadini che coltivano un terreno da 50 anni, lo perdano a risultato di concorsi pubblici. Chi coltiva la terra se la merita più di un cacciatore per ottenere sovvenzioni per l'attività agricola. Sminuendo l'importanza del contadino e in assenza di una strategia agricola si è arrivati al degrado delle attività agricole, della viticoltura, a seguire avremo la scomparsa dell'allevamento e quel che ci rimane è solo l'olivicoltura. Dobbiamo però chiederci: quanto durerà?

Non hanno fatto così i nostri avi che hanno curato gli olivi e la centuriazione romana per ben duemila anni. Ai giorni nostri sono trascurati e prevalentemente non sfruttati. Un tempo i nostri nonni vivevano della vendita di olio d'oliva, vino e bestiame. Nessuno faceva concorrenza a nessuno, vivevano in armonia. È così che immagino il Dignanese odierno, ma senza cambiamenti non ci arriveremo. Il momento è adesso!“

Evelina Biasiol Brkljačić (1953.), Dignano, professoressa in pensione

„Dopo 35 anni dedicati all'insegnamento, sento di poter dare ancora molto alla comunità e che tutti quelli che lo possono fare, debbano partecipare ai lavori per renderla migliore. È triste notare quanta apatia ci sia tra i nostri concittadini, che si tengono in disparte quando si parla di gestione del bene pubblico, perché finora nessuno ha dato loro ascolto e sono consapevoli di non poter influire sulla politica. È un male per la collettività.

Per cambiare, la Città deve diventare trasparente: non è sufficiente pubblicare il bilancio annuale, ma ogni cittadino deve poter vedere ogni singola entrata ed uscita dalle casse cittadine. Lo fanno molte città e comuni, perché non lo fa anche Dignano?

L'attuale governo locale parla molto di giovani, ma li ha completamente trascurati. Lo sport, comunque mal sostenuto finanziariamente e infrastrutturalmente, non basta a rispondere a tutti i bisogni dei giovani. Dicono che comunque i giovani spaccano tutto quello che si fa per loro: per loro è facile condannare il vandalismo, ma è difficile da comprendere. Nei miei 35 anni d’insegnamento però, ho imparato che il vandalismo è semplicemente una risposta all'esclusione dei giovani dalla società. Se non hanno contenuti adatti a loro, se non hanno come occupare il tempo, sanno che l'amministrazione cittadina non vuole dedicarsi a loro. I giovani apprezzano quando si fa qualcosa a loro misura, quando li si ascolta e include nei processi decisionali.

Nell'attività da me svolta finora in qualità di rappresentante del Partito dei pensionati nel Consiglio cittadino e nell'Assemblea della Regione Istria, ho dato voce agli interessi della popolazione più anziana e continuerò a farlo, perché sono molti i pensionati, gli invalidi e i disabili che non conoscono tutti i loro diritti. Mentre aspettiamo di avere una casa dell'anziano, dobbiamo intensificare i servizi di sostegno agli anziani e ai disabili, le cure quotidiane, il centro diurno, organizzare quei servizi con i quali prendersi cura di loro quando le famiglie devono dedicarsi all'attività professionale. A Dignano mancano contenuti pubblici per i pensionati, per non parlare poi di Gallesano e Peroi, e degli altri abitati in cui nemmeno ci si sogna di pensare a tale realtà.

I pensionati con alle spalle più di 40 anni di attività lavorativa, con pensioni misere, sono i concittadini più fieri, che non chiedono aiuto, quell'aiuto che deve arrivare loro sulla soglia di casa. C'è gente che soffre la fame a Dignano? Rispondo che una persona che vive con 1.500 kune di pensione non è certamente sazia e d'inverno non se ne sta al caldo. È la Città che deve decidere se curarne e mantenerne la dignità, la salute e la vita.

In qualità di rappresentante della minoranza italiana mi impegnerò per salvaguardare le tradizioni, la cultura, la lingua e

l'identità degli Italiani, ma anche di tutte le minoranze nazionali presenti nel Dignanese, per sostenere i sani rapporti di multiculturalità di cui andiamo fieri. La tutela dell'identità e della cultura non è un privilegio del partito al potere, gli Italiani si sono battuti per i propri diritti ben prima che lo facesse la DDI. Le persone, e non il partito, sono la garanzia della sopravvivenza della minoranza italiana e di tutte le altre presenti in questa nostra terra.

Daniele Manzin (1977.), Dignan, elettrotecnico

„Se non credessi in questo gruppo di candidati indipendenti, non avrei aderito alla campagna. Una decina d'anni fa abbiamo avviato la costituzione a Dignano della società di pallavolo perché non esisteva nel luogo uno sport per le donne e sono fiero del successo ottenuto. Vi abbiamo investito molto entusiasmo, tanti di noi hanno sostenuto il club con denaro proprio, senza un autentico sostegno da parte dell'amministrazione cittadina. Nella mia qualità di pluriennale segretario del club di pallavolo, attraverso il lavoro nella Federazione sportiva cittadina e nella Federazione regionale di pallavolo, sono ben consapevole di quanto sia difficile creare qualcosa senza poter contare sull'infrastruttura sportiva, senza finanze, senza strategia nella sfera sportiva e per i giovani. Anche nell'attività imprenditoriale mi sono scontrato non solo con la mancanza di sensibilità da parte dell'amministrazione cittadina, ma addirittura con colpi bassi: non è certo questo il modo per far prosperare una comunità. Nel mio breve mandato di consigliere cittadino ho solo avuto grosse delusioni: da un lato una squadra ubbidiente che alzava la mano senza porsi domande, dall'altra la proposta di iniziative subito respinte da chi governava. È per tali motivi che abbiamo avuto un concorso vergognoso per il campeggio di Barbariga, con un termine utile di soli cinque giorni e scandalosi scambi di terreni. Partecipo a questa campagna perché credo che si possa cambiare la nostra realtà.“

Nikolina Draković (1976.), Pero, affittare privato

„Finora niente è stato fatto per il turismo, lo posso testimoniare da affittacamere privata. Senza nessuna forma di sostegno da parte di chi ci governa, senza attività mirate al miglioramento delle condizioni di lavoroa e dell'offerta. Per esempio, a Peroi si sta lavorando già da dieci anni al progetto per dare i nomi alle vie, ma niente di tutto ciò, i turisti si perdono ancora nell'abitato perché non possono trovare l'alloggio, la casa e il numero civico. Ci serve il cambiamento. Sono stufa dell'incapacità di chi ci governa di individuare le occasioni, di fare valide proposte, di guardarci negli occhi: annuiscono con la testa e tutto finisce lì. Non hanno fatto niente di quanto promesso. Semplicemente non sanno ascoltare i loro concittadini, che si accontenterebbero anche di piccole cose. Noi non cerchiamo grandi progetti, ma solo quelle poche condizioni che migliorano la vita sociale, che la rendono più ricca, come lo è nel nostro vicinato. Peroi non è più un paesetto, ma non ha contenuti adeguati né per gli adulti né per i giovani, figuriamoci per i pensionati. Per qualsiasi attività che desidero fare, esercizi o altro, devo recarmi a Pola o a Fasana. Ma, come del resto tutti, vorrei tanto avere occasioni di questo tipo nel mio luogo di vita.“

Silvana Giachin (1960.), Dignano, infermiera specializzata

„A Dignano si possono quasi toccare la tristezza, la disuguaglianza e l'ingiustizia, e mi fa male. Ho accompagnato a miglior vita molti anziani, ho visto nascere molti bambini, sono operatrice sanitaria con 42 anni di esperienza lavorativa e forse con un po' troppo di empatia. È per tali motivi che sono parte di questa campagna. In questa città vige l'apatia, i giovani non hanno sproni, ma quando li vedo così uniti per il cambiamento, sono sicura che ci saranno anche risultati ben tangibili. La gran parte della gente viene trascurata, alcuni non riescono nemmeno ad ottenere i diritti che gli spettano. Perciò è giunto il momento di far entrare in scena persone giovani e intelligenti, che prendano le redini in mano e non che se ne vadano via alla ricerca di un futuro migliore. Sono una combattente tenace quando mi do da fare per gli altri, perché la loro sofferenza è anche la mia sofferenza. Gestisco il popolare profilo Facebook „Ignorante con stile“ che è seguito da 88mila persone di tutto il mondo. Vi pubblico aforismi e citazioni sagge dei nostri brillanti avi che con molto amore hanno tentato di trasmetterci il senso della vita. Abbiamo anche noi bisogno di tale saggezza per smuovere qualcosa.“

Sandra Franjul (1971.), Dignano, insegnante

„Sappiamo tutti che i nostri figli non stanno crescendo in un ambiente stimolante. So di che cosa parlo, sono nata a Dignano e lavoro a scuola da 27 anni, prima a Pola, ora a Gallesano. Visto che lavoro da così tanti anni nel settore scolastico e che sono attiva anche nel comitato cittadino per le questioni sociali, conosco molto bene i problemi dei bambini e dei giovani del Dignanese. Il problema principale è che i giovani non hanno contenuti adatti a loro, spazi in cui dedicarsi a varie attività e le loro uniche mete, purtroppo, sono i bar. Per esperienza personale sappiamo bene che se i nostri figli vogliono scoprire cos'è il divertimento, le discoteche, i club e i concerti, devono recarsi a Pola o altrove. E ciò significa che noi genitori li portiamo tardi la sera e andiamo a riprenderli all'alba. Solo perché a Dignano non ci sono contenuti a loro dedicati, nemmeno oggi. Sono la presidente della SAC della Città di Dignano, ballerina e cantante attiva e politicamente faccio parte del PSD-SDP già da 20 anni e mi fa un enorme piacere che il partito abbia deciso di sostenere questa lista indipendente.“

Sanela Veljković (1990.), Gallesano, laurea universitaria baccalaureus della cultura e del turismo

„Sono nata a Gallesano che amo, ho giocato nelle sue vie e sui suoi prati. Ma ora da genitore, con il traffico sempre più intenso, ho compreso che Gallesano va resa più sicura per i nostri figli, per una vita migliore. Sono questi i motivi che mi hanno spinta un anno fa ad aprire un profilo di gruppo Facebook, per proporre una petizione sulla sicurezza del traffico a Gallesano. Man mano che il gruppo Galižanske ćakule/Ciacole Gallesanesi cresceva, anche le altre località si sono fatte sentire, aumentava il numero delle persone che vi aderivano, si sono resi pubblici sempre più problemi che opprimono i concittadini e che nessuno risolve. Mesi fa abbiamo individuato quelli che sono i maggiori problemi di Gallesano, logicamente per iniziare a risolverli. Vedo la mia candidatura assieme ai miei colleghi esattamente in tal senso: per influire sulle decisioni e per trovare soluzione ai problemi. Perché, se non siamo noi a smuovere qualcosa, sarà molto difficile che „loro“ facciano qualcosa per noi e per i luoghi in cui viviamo.“

Marino Leonardelli (1955.), Gallesano, pensionato

„Ci raccontano di tutto, per poi non far niente. Gallesano è stata abbandonata e quanto da loro promesso, finora non è stato fatto. Non abbiamo un'edicola, non c'è un medico, non c'è l'ufficio postale, le strade sono piene di buche e non si pensa agli aiuti per i nostri anziani. Hanno venduto terreni di Gallesano, ma con il denaro guadagnato non hanno costruito niente a Gallesano. E la situazione odierna è peggiore di quanto lo fosse 30 o 40 anni fa. Questa realtà va cambiata, è il momento di smuovere le cose per migliorare la situazione. Non ci ascoltano assolutamente, pensano solo a sé stessi e fanno quello che gli conviene: questi modi mi danno fastidio! Una ventina d'anni fa ero attivo in politica, ma ne sono uscito. Ora che il malcontento è nuovamente cresciuto in me, ho deciso di dover fare qualcosa. Mi viene da piangere per l'enormità di rifiuti che ci sono nei nostri boschi, verso Lavarigo, verso Valbandon, dappertutto e in ogni angolo solo discariche abusive. Di questo nessuno di loro si occupa, è più semplice controllare chi si ferma con la macchina davanti alla farmacia e fare multe per le soste al di fuori dei parcheggi.“

Edin Bešić (1985.), Gallesano, ingegnere navale

„Già da tempo sento il bisogno di partecipare all'attività pubblica ed è da molto che desidero restituire alla gente la fiducia nella politica, perché è ormai da lungo tempo che non c'è più. I nostri Gallesanesi che avrebbero dovuto prendersi cura e far crescere lo standard di vita neal luogo, hanno lasciato che andasse in rovina. La mia candidatura alla carica di consigliere cittadino mira esclusivamente a migliorare la situazione nel luogo in cui vivo. Sono nato a Gallesano e sento che si debba garantire ai nostri figli un qualcosa in più di quanto vi abbiamo trovato noi e di quel che avevamo da bambini. La nostra Gallesano dev’essere tale da non spingere nessuno ad andarsene e per raggiungere tale scopo tutti noi ci dobbiamo attivare e impegnare per garantire ai nostri figli quanto serve per uno sviluppo e una vita normali.“

Andrea Baressi (1979.), Dignano, pubblico esercente

„Osservo il nostro Dignanese che non cambia da vent'anni. Tutti noi siamo immobili e di giorno in giorno i giovani hanno sempre meno prospettive e contenuti per colmare il loro tempo libero e dar sfogo ai loro entusiasmi. Lavoro nel settore della ristorazione già da lunghi anni, ma negli ultimi 20, purtroppo, sono stato costretto a lavorare in Italia. È mio desiderio fare ritorno nel mio luogo natio, ai miei meravigliosi figli e moglie. È questo il motivo che mi ha dato una forte spinta a candidarmi, perché desidero creare un futuro per i nostri figli, per non costringere anche loro ad andarsene dal luogo natio. Desidero poter dire anche domani ai miei figli, guardandoli negli occhi: „Ho veramente tentato di cambiare qualcosa!“. Sono da lunghi anni membro del PSD-SDP, ma per motivi di lavoro finora non mi sono mai incluso attivamente nella politica. Man mano che vedevo crescere l'insoddisfazione dei concittadini per il governo attuale e visto il crearsi di una massa critica desiderosa di lavorare al cambiamento, in accordo con il partito di appartenenza ho deciso di muovermi e di impegnarmi assieme a queste brave persone positive a lavorare per creare una collettività migliore nel Dignanese“

Romina Bilić (1977.), Bettica, dottoressa in economia

„Dopo vent'anni di carriera lavorativa nel settore bancario, ho voltato pagina e deciso di dedicarmi al settore turistico. Sin da piccola dignanese pensavo che alcune cose potessero essere piu' belle e migliori. Ora mi si e' presentata l'occasione di unirmi ad un gruppo di persone giovani e ottimiste, con visioni e idee di qualita'. Desidero contribuire attivamente allo sviluppo della nostra terra, oggi abbandonata e non valorizzata come si merita. Col mio impegno voglio dare un contributo alla trasformazione del nostro litorale in una moderna destinazione turistica.“

Nenad Štokovac (1969.), Peroi, installatore di inpianti di riscaldamento centrale e condizionamento

„Sono trascorsi già 20 anni di ozio e letargo, da vent'anni ascoltiamo solo promesse. A Peroi non abbiamo nessun contenuto per i giovani, nemmeno un parco decente per le mamme con figli, non c'è infrastruttura nell'abitato, gli abitanti pagano una canalizzazione che non c'è… Sono questi i motivi che mi hanno spinto ad unirmi a questa campagna. Sono attivo in molte organizzazioni, vice presidente dei Vigili del fuoco volontari di Peroi, membro della Società di pesca sportiva Portić e della Società dei Perolesi montenegrini Peroj 1657, membro della Società del tiro alla fune di Peroj… e conosco bene i problemi che assillano gli sportivi, i giovani e tutti i compaesani. In qualità di presidente della Società calcistica Peroi da anni mi reco a Dignano e chiedo che venga costruito un campo per i nostri ragazzini e quel che ricevo è solo qualche pacca sulla spalla. Dicono di aver fatto molto per Peroi, di avere, per esempio, costruito la passeggiata lungomare. Ma non l'hanno fatta per gli abitanti del luogo, ma per tutti gli altri e con il denaro proveniente da più fonti. D'altro canto l'abitato è ancora trascurato e abbandonato a sé stesso. Alla fin fine, sono troppi gli scandali in cui sono coinvolte persone che ci governano ed è veramente arrivata l'ora di sostituirli.“

Denis Sgagliardi (1981.), Dignano, inbianchino

„Come attivista pluriennale, attivo nella sfera della società civile, mi ero quasi arreso completamente. Le persone che ho attorno sono apatiche, ci sono problemi dappertutto intorno a noi, solo dalla via in cui abito molte famiglie se ne sono andate a lavorare all'estero. Qui sono in molti a non vedere nessuna prospettiva ed è una vergogna che anche persone di 60 anni debbano andare via per guadagnarsi la vita. Anch'io una sera sono andato a letto col pensiero di sostenere la mia grande famiglia andando via… Ma al risveglio mi son detto: Nessuno ti manderà via da qua, perché sarà qui che creeremo condizioni di vita migliori. Non accetto quando si dice che noi viviamo in un paradiso, dal quale però la gente scappa. Alcuni mesi fa ci siamo uniti nell'iniziativa denominata Moje malo misto – Il mio piccolo paese, siamo andati dalla gente grazie alla quale abbiamo capito che i problemi del Dignanese sono molto più grandi e numerosi di quanto pensavamo. Per fortuna, ora si è già formata una massa critica di giovani, stracolmi di energia positiva, capaci di fare qualcosa per la nostra gente e la nostra terra. L'attivismo che ho in me non si è spento: dopo anni di volontariato, azioni, direzione del Consiglio dei giovani cittadino e regionale, dopo il lavoro nella Rete della gioventù della Croazia, la candidatura è semplicemente il prosieguo logico per far partire qualcosa. Che ognuno di noi provi a fare qualcosa per il proprio luogo natio e l'intera Croazia diverrà un paese migliore in cui vivere.“